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    Emanuele Caracci
    Nato il 22 marzo 1995 a Roma.
    Risiedo a Rocca Di Papa (RM).

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    I Cloud

    Il mondo del cloud e quello dei database open source stanno convergendo, apportando dei vantaggi l’uno all’altro. Sono sempre più le aziende che scelgono di affidarsi alle soluzioni open source, non soltanto perché si riducono notevolmente i costi, ma anche i rischi. Quest’ultimi non riguardano solo ed esclusivamente la sicurezza, ma in generale è possibile ritenere un rischio per un’azienda una serie di situazioni come ad esempio la dismissione di un prodotto, la mancanza di supporto, una variazione di prezzo improvvisa e così via, tutte cose che sono ampiamente legate ai sistemi proprietari. L’Open source non è in grado di eliminare completamente tutti i rischi, ma di certo li riduce.  In informatica con il termine inglese cloud computing (in italiano nuvola informatica) si indica un paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on-demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili. Le risorse non vengono pienamente configurate e messe in opera dal fornitore apposta per l'utente, ma gli sono assegnate, rapidamente e convenientemente, grazie a procedure automatizzate, a partire da un insieme di risorse condivise con altri utenti lasciando all'utente parte dell'onere della configurazione. Quando l'utente rilascia la risorsa, essa viene similmente riconfigurata nello stato iniziale e rimessa a disposizione nel pool condiviso delle risorse, con altrettanta velocità ed economia per il fornitore. La correttezza nell'uso del termine è contestata da molti esperti: se queste tecnologie sono viste da Rob van der Meulen e Christy Pettey di Gartner come una maggiore evoluzione tecnologica offerta dalla rete Internet da altri, come Richard Stallman, sono invece considerate una trappola di marketing.